Realizzazione siti web

Oroscopo
 • Ariete
 • Toro
 • Gemelli
 • Cancro
 • Leone
 • Vergine
 • Bilancia
 • Scorpione
 • Sagittario
 • Capricorno
 • Acquario
 • Pesci

Macrocategorie
 • Musica
 • Webmaster
 • Internet
 • Telefonia
 • Scuola
 • Software
 • Giochi

Menù
 • Contatti
 • Siti Amici


Home > Torna Indietro > Storia Pozzuoli ex Dicearchia
Ricerca personalizzata

Pozzuoli, la storia

Storia di pozzuoli ex dicearchia considerata la |citta dal giusto governo|, inoltre informazioni sui monumenti e chiese con immagini a cura della redazione.

Popolazione:78.758 abitanti.
Densità per kmq:1822,7 (dati istat 2001).
Denominazone: Abitanti:Puteolani.
Monumenti:
Anfiteatro Neroniano-Flavio
Macellum-Tempio di Serapide
Tempio di Nettuno.

Pozzuoli, composta da sette frazioni, fu fondata dai greci di Samo col nome di "Dicearchia" nel 529 a.C., divenendo"Puteoli" coi Romani, che le conferirono grande importanza per i collegamenti nel Mediterraneo.Si può partire dalla stazione della Metropolitana per raggiungere facilmente Villa Avellino, all'inerno della quale vi è Torre Toledo.Entrati nel Giardino, si notano, dopo pochi metri, una serie di ambienti paralleli a via del Carmine, poco al di sotto del livello stradale.Il piu' significativo è una grossa cisterna(m.50x m.20), che, perua sudduvisione in numerosi compartimenti comunicanti, ha preso il nome di "Centocamerelle".
Probabilmente successivi ala cisterna sono gli altri ambientiun'aula circolare, interrata fino all'attacatura della volta, un vano voltato, anch'esso interrato, e un ambulacro a due piani, forse di servizio, che corre lungo il muro perimetrale del parco.Nel territorio urbano e periferico si trovano maestose testimonianze dell'antica città, cominciando dal Rione Terra (che corrisponde all'Acropoli) e dal Serapeo (il "mercato" dell'epoca, dove innalzarsi e l'abbassarsi del suolo per effetto del bradisismo è di notevole evidenza).

Itinerario turistico:
La visità richiede perlomeno mezza giornata e si può effettuare in gran parte a pied i: partendo dal Santuario di San Gennaro, per la via San Gennaro Agnano si raggiunge il Vulcano Solfatara e da questo, per la via Solfatara, l'Anfiteatro Neroniano-Flavio.Dall'Anfiteatro Neroniano-Flavio percorrendo la via Terracciano,si possono ammirare i resti di un grandioso edificio termale (tempio di Nettuno) e, proseguendo all'altezza di Piazza Capomazza, imboccando sulla destra la via Celle, la Necropoli Romana ; ritornando in Piazza Capomazza, attraverso via Pergolesi, si raggiunge il Macellum-Tempio di Serapide.

Anfiteatro Neroniano-Flavio
Iniziato sotto Nerone, fu completato da vespasiano misura m.149x116 e poteva contenere circa 20.000 spettatori.Ben conservati i sotteranei, dove è stato possibile studiare il complesso sistema di sollevamento delle gabbie con le belve.
Nel 305, sotto la persecuzione di Diocleziano furono esposti nell'arena, sette martiri cristiani: i Beneventani Gennaro, Festo e Desiderio, il misenate Sosso e i Puteolani Procolo, Eutiche e Acuzzio, poi decapitati nei pressi della solfatara.

Macellum - Tempio di serapide
Durante lo scavo (1750) fu rinvenuta una statua del dio egiziano Serapis e, pertanto, fu ritenuto un "Tempio".
E'il macellum(mercato) anesso all'area portuale(I - II sec. d. C.). Le tre colonne in marmo cipollino presentano evidenti tracce di fori praticati dai litodomi che testimoniano l'alterno movimento bradisismico della zona.
Le tabernae si sviluppano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso da una esedra preceduta da quattro colossali colonne, delle quali si osservano tre ancore in piedi.Le vaste tracce del pavimento marmoreo, e il rivestimento dei servizi igienici sono la testimonianza di una incomparabile ricchezza architettonica del monumento.

Il santuario di San Gennaro
Un antico monumento di fede e di arte presso la Solfatara di Pozzuoli, vicino alla Solfatara, ove nel 305, Gennaro, Vescovo di Benevento, subì il martirio, sorse, tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo, una basilica in suo onore.
Molto verosimilmente, di essa è rimasta soltanto l'Altare, noto alla pietà popolare come la pietra sulla quale sarebbe stato decapitato il Santo.
L'eruzione della Solfatara, avvenuta nel 1198, provocò la sua rovina e fu più volte restaurata in seguito ai ricorrenti sismi, specialmente quelli che precedettero la tremenda eruzione con la formazione del Monte Nuovo(1538). Fu ricostruita in forme più ampie nel 1584, a spese del comune di Napoli, su progetto dell'architetto Benvenuto Tortelli, cme ha scritto Raffaele Giamminelli(Pozuoli, Luoghi, Storie e Personaggi) e su una porzione di suolo di proprietà dei canonici della cattedrale di Pozzuoli.
Nello stesso tempo, accanto alla chiesa, fu edificato il convento dei Frati Minori Cappuccini i quali fin d'allora l'occupano ed officiano il sacro edificio con cura e zelo.
La chiesa di San Gennaro, dopo il 1584 sia pure gradatamente, diventò un famoso luogo di culto del Santo e Vescovo marelevò tire e meta di continui e devoti pellegrinaggi, specialmente da Napoli, si da meritare il titolo di santuario; per tanto, tra il 1701 e il 1708, su progetto dell'architetto Ferdinando Sanfelice fu ampliato e reso più decoroso.Ma un incendio, scoppiato nella notte tra il 21 e 22 febbraio 1860, lo semidistrusse.Restaurato in breve tempo, su disegno dell'architetto Ignazio Rispoli e a spese del comune di Napoli e dei fedeli Puteolani, nel 1926 fu arricchito di marmi e pitture di Luigi Tammaro.
L'11 febbraio 1945 il vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo (1934 - 1966) elevò il santuario a parrocchia, intitolandola a San Gennaro vescovo e martire e Santi Festo martiri, affidandone la cura delle anime agli stessi Frati Minori Cappuccini.
La facciata. preceduta da un viale alberato, si presenta semplice e suggestiva con un profondo pronao, arricchito da due colonne tuscaniche, le cui pareti ospitano numerose epigrafi che ricordano gli eventi più importanti della storia del monumento.Sul portale interno si ammira un delicato bassorilievo marmoreo raffigurante il volto di Gesù, con la corona di spine, databile XVII secolo.L'interno, di recente vivacizzato con le vetrate istoriate di Maria Russo, è ad unica navata, coperta da volta a botte unghiata, separata dal presbiterio con un grande arco trionfale.Sopra l'ingresso trova posto il coro dei Frati Minori Cappuccini.

Top Ricerche

Statistiche
Data: 12/03/10
Ora: 05:02:24
Ip: 38.107.191.87
Visite Totali: 4964447
Visite Odierne: 188
Utenti On Line: 4








Aggiungi ai Preferiti   Fai di questo sito la tua Pagina Iniziale   Contatta lo staff

W3Csites.com Valid CSS! Valid HTML 4.01! Powered by DB Mysql! Powered by Php! Powered by Apache!
Dicearchia Group.Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti presenti sul sito.
Dicearchia.Group© 2004-2005.
Created by Juanito Di Mare. Leggi Disclaimer